NOCTURNE
"Quando dici molte parole, non sempre significano qualcosa, o forse non significano nulla comunque, e noi pensiamo solo che vogliano dire qualcosa". -Delirio-
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" Sono fin troppo consapevole del fatto che si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio
e io vivo nel terrore di non essere frainteso." (Oscar Wilde)

QUELO

"Le c0se n0n SeRve chE SiaNo aCcaDutE pEr eSsere vEre.
I RaCconti e i SognI son0 le vErità omBrA che durEraNno quanDo i seMplIci fAtTi sAraNno p0lVere e cEneri, e DimentIcati."
(Sogno, in Terre del Sogno)


Questo è un blog decappizzato
*A me MI piace*:
Il rosso intenso, gli orsi, cucinare, la corte Unseelie, la cancelleria, il verso dei corvi alla mattina, ma pensandoci bene i Corvi in tutto, la radio, cantare, le Storie, la neve fitta fitta, il sushi, la pioggia sugli abbaini, Guglielmo Scuotilancia, il vento di febbraio, Tori Amos, i dolci di carnevale, Il parco Talon, il caffè lungo filtrato, l'Irlanda, Baudelaire, Goldrake, fotoscioppp, i glitter, il ciclo Arturiano, Lush, la lingua Giapponese, Laurell K. Hamilton, giocare di ruolo, i fumetti, scrivere, lo swing, nuotare nei fiumi, i treni, Hogwarts, il Kyr Royal, gli appennini, ancora 5 minuti, Star Trek, tirar mattina, le candele che odorano di candela, creare cose, Spike, i maron glacés, il profumo all'anice stellato, la marmellata di rose, accendere il fuoco...





*A me invece non MI piace*:
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“Quando il fato t’è contrario e mancato ti è il successo... Smetti di far castelli in aria e va a piangere sul...”

CURRENT MOON
moon phases
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::domenica, luglio 31, 2005 ::

La cavalletta non è un animale intelligente
(lo si capisce da come...)

locusta dalle ali rosa

C'è chi lo nega, c'è chi conferma, ma i fatti son fatti: a Bologna effettivamente non si erano mai viste tante cavallette come negli ultimi 20 giorni.
"Invasione di cavallette palestinesi" dicono, quelle con le ali rosse.

Beh, effettivamente non ci avevo fatto caso fino a qualche giorno fa, quando, salendo in terrazza per asciugar al sole la lucente chioma, ho trovato una specie di sit-in di insetti saltatori, tutti con le loro brave decorazioni variopinte e l'aluccia rosata, più che rossa.
Belle bestie, in fondo, solo che sembravano un gruppo di squatter, decisi a okkupare il mio amato spazio solare fino alla concessione di non ben specificati benefit sociali...
Circa un 2-3 di cavallette per metro quadro possono sembrare poche, ma tutte raccolte in un terrazzo fanno una certa impressione, sta di fatto che da quel giorno abbiamo iniziato a convivere e il rapporto per ora procede, funziona senza grossi intoppi.

Però...
Però le bestiole sono strane... Oggi ne becco un paio proprio nell'angolo di terrazzo nel quale vorrei stravaccarmi io, così decido di farle spostare, che in fondo di spazio ce n'è tanto per loro che son piccine (oddio, cominciano ad essere grandicelle, ma sempre più piccine di me!).
Decido di dare solo una piccola sollecitazione alle loro chiappette, acciocchè saltino poco più in là e facciano un po' quello che pare a loro, ma esse non si muovono.
Tento prima con la più vicina... niente.
Sarà morta? No, muove le zampette, azzarda un passo, si gira a guardarmi con aria incazzata. Ma certo! Son palestinesi e io sto facendo la pessima figura di quella che "c'ero prima io perché questo terrazzo mi è stato concesso dai miei genitori" e non è bello.
Possiamo starci entrambi, cerco di concludere, se solo ti sposti un po' a sinistra.
No.

Vabbeh, ma stai bene? Secondo me il sole non gli fa bene alle cavallette, che mi sembravano un po' rincoglionite, più che ostinate...
Allora passo alle maniere forti, delicate, ma decise: con una riga da disegno (che va bene tutto, ma un po' senso me lo fanno) la sollevo e l'insettuccio non fa una piega, si lascia trasportare fino al vaso della passiflora, dove la adagio delicatamente.
E se invece del vaso fosse stata la fienstra? Se ti avessi scaraventato nel vuoto, eh? Non sei saggia, cavalletta, no!
Sono commossa dalla fiducia che riponi in me, ma attenta! Potrebbe essere un comportamento assai rischioso!
E poi... Se il sole ti rincoglionisce a tal punto, per quale ragione ti metti lì come una lucertola ad assorbirne i raggi?
No, no, non ci siamo proprio!


Ma, se la cavalletta non brilla, l'essere umano invece è un po' stronzo.
Stasera stavo guidando verso Imola, io, la mia Corolla (mia...Dei miei genitori, ma va bene uguale) e l'aria condizionata a confortarci entrambe, quando un pirla decide di sterzare tutto a destra.
Ovviamente a destra ci sono io.
Per evitare il pirla, sterzo pure io, sperando di essere abbastanza veloce da evitarlo e mormorando il noto mantra "nonrifarmilafiancatanonrifarmilafiancata".

Lo evito, il pirla.
Il marciapiede però lo centro in pieno.

Eh sì, perché, nella foga di sterzare ed evitare lo scontro con il coglione che ora se ne va tranquillo, non mi accorgo che il marciapiede ha una rientranza verso l'esterno (lo so che forse in questo caso non è una rientranza, ma come la devo chiamare? Riuscenza? Per favore...) e spedisco la mia ruota anteriore destra a fare la sua conoscenza.
Credo si siano piaciuti poco.

Quello che segue è ovviamente l'accostare, anche perché il rumore delle ruote mi lascia già presagire quello che vedrò, una volta scesa.
Infatti la gomma non è solo a terra, no, è proprio squarciata, con uno sbrago di almeno 5 centimetri e il cerchione che ormai raschia l'asfalto.
Puttanamerda.

Mi si presentano due alternative:
- mi metto a piangere e strepitare, chiamo la mamma, la sorella, i gendarmi, il sosccorso stradale e faccio la figura della deficiente
- Oppure mi rimbocco le maniche e lì, proprio in piazza Bracci a S. Lazzaro, prima di chiamare chicchessia in mio soccorso, cambio la ruota.

Io-cambierò-da sola-quella-ruota! Imperativo categorico femminile!
Non c'è problema, l'ho già fatto.
Ok, non ero da sola, c'era un ometto con me, ma non vedo dove sia il problema.
Posso farcela, anche se fuori ci sono 35 gradi e sono nel centro di S.Lazzaro.
Andiamo!

Comincio benissimo, mi lego i capelli e prendo gli arnesi, prima la chiave a tubo, o come diavolo si chiama quell'affare per svitare i bulloni. Diamo una svitatina preliminare alla gomma rotta quando ancora non sta appesa nel vuoto, così possiamo farlo saltando poco elegantemente sopra la chiave, benissimo.
Solo che prima devo togliere il cazzo di cerchione. che è ovviamente incastrato nei resti della gomma e si è mezzo sfasciato.

Ci riesco un paio di minuti dopo e ho già le mani nere tipo omino delle tabu'.
La prima svitata di bulloni fila liscia come l'olio, a questo punto è ora di usare il cric...

Avete presente quanto cazzo sono duri i primi giri di cric?
Io non ce l'avevo presente.
Ora sì.
Prima che la macchina si alzi per bene, c'è tutto un periodo in cui ti sembra di alzarla tu, a braccia, a forza di girare quella cazzo di manovella che non ne vuole sapere di girare e ti viene da pensare "Forse l'avrò messo male, ora spacco qualcosa e mi maledico da sola fino alla settima generazione".

Perché alla fine è logico: dopo decenni in cui gli uomini (generico) hanno convinto tutti (generalmente altri uomini) che donne/motori è un donne VS motori oppure "gioie e dolori", che il binomio è disastroso, che la meccanica è roba da testosteroni ambulanti, eccetera eccetera,... Beh, dopo tutto questo, anche se sei sostanzialmente libera da preconcetti e condizionamenti, finisce che ti si insinua il dubbio.
"E se davvero non sono capace?"
"Se faccio dei danni?"
E' una specie di imprinting, come per le papere! Porcamiseria!
Mentre il pensiero ti sale alla testa ti fa già ribrezzo e allora arriva l'orgoglio e mi tolgo la camicia!
A noi due! Io, donna in canottiera, con la mia Quinta-coppa-D, e tu, gomma da cambiare!

I bulloni sono roventi, gli stronzi. Pazienza! Gli ultimi, facili, giri di martinetto mi hanno rinfrancata: gnica gnica gnica, vedi com'è facile? Guaaarrrrrrda come sale bene! Gnica gnica gnica!
Oplà! Bulloni svitati! Ruota: ruottaaaa..... Giù! Ha-haaa!
Fatto!
Ora il peggio è passato, no?

No.
Fare cambio, nel portabagagli, tra la ruota di scorta e quella rotta è un lavoro facile, un po' faticoso, ma facile.
Il casino è quando si tratta di mettere la nuova ruota in sede, infilata nei suoi bei quattro buchini dei bulloni.
Quanto cazzo pesa questa cosa se la devi sollevare solo di braccia! Anzi, di avambraccia!
Pesa-un-casino.

Ora, è necessaria un precisazione... Va bene la storia dell'orgoglio, però, in piazza Bracci alle otto di sera ci passa un casino di gente, e tra questa gente anche un sacco di uomini.

Possibile che a NESSUNO sia venuto l'istinto del cavaliere?
E' una facoltà così irrimediabilmente persa???
Voglio dire... Mi vedi lì, sudata come se fossi appena stata a fare un bagno nella putrida fontana alle mie spalle, sporca di roba nera fino ai gomiti, sola et abbandonata alle prese col cambio di una gomma bucata... Possibile che non ti venga nemmeno da chiedermi se va tutto bene? Se ho bisogno di una mano?
Possibilissimo a quanto pare.

In tutto questo, per tutta la durata dell'operazione, ho un pubblico.
Ho due coppie di anziani coniugi sedute sulle panchine a pochi metri, che commentano la mia impresa e si stupiscono.
Sento addirittura un "Oooooh!" dalle signore quando emergo dal bagagliaio con in braccio la gomma di scorta.
Grazie, niente autografi!


Torniamo alla cazzo di gomma nuova, da mettere al suo posto per poterci poi riavvitare i bulloni...
La gomma pesa troppo. Tento una volta, due, tre e non riesco a metterla bene al suo posto.
Sollevarla non è un problema, ma farlo in piedi e con l'aiuto delle gambe, della schiena e di tutti i santi muscoli del corpo è un conto, mentre farlo da accovacciata sui talloni o in ginocchio, solo con gli avambracci e al massimo un po' di dorsali pare un'impresa al di sopra delle mie possibilità.

Quand'ecco che scopro dov'è finita la cavalleria...
E' finita in Magreb.
Arriva, dalle mie spalle, una voce, dall'accento abbastanza inconfondibilmente nordafricano, che dice le parole magiche: "Serve una mano?"
SI'!
SI'! (mi paio Molly Bloom)
SI', virgola, GRAZIE!

Meraviglia! L'amico magrebino si fa spazio e in pochi secondi (anche se pure lui a sollevare la gomma in quella posizione fa una fatica bestia, poveraccio!) fissa la ruota al suo posto, stringe i bulloni a calci e salti sulla chiave a tubo ("No, dai, lascia stare, tranquillo, adesso posso farcela, non sporcarti anche tu, dai" "Tranquilla, tanto ormai sono già sporco!") e reincastra il cerchione al suo posto.
Lo ringrazio sentitamente, lui sorride e dice "Dovere, figurati!" Poi si lava le mani nella fontana putrida di piazza Bracci, saluta e se ne va.

I vecchietti, dalla panchina a bordo campo, mormorano.
Io rimetto a posto gli attrezzi e tento un goffo lavacro nell'acqua putrida e, successivamente, alla fontanella di acqua meno putrida dei giardinetti.
Niente da fare, sta robaccia nera non se ne va e sono ridotta ad uno stracico umano, sporca di nero ovunque e di "schifo da mi-sono-appoggiata-a-terra-in-mezzo-alla-strada" su tutti i pantaloni.
Guardo l'orologio: sono in ritardo e non so quanto la ruota di scorta sia affidabile, così decido di tornare a casa a farmi un'agognata doccia.

I vecchietti, dalla panchina, salutano con la mano e sorridono.

'Sti bastardi.


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